Sicuramente questa cerimonia passerà alla storia come quella della grande gaffe. Se fosse successo in Italia ci saremmo subito dati dei peraccotari e dei dilettanti, per una volta a fare le figure di merda sono i sempre impeccabili statunitensi. Che ci vuole a dare la busta giusta? Dai per favore. Poi Faye Dunaway ha fatto la classica figura della donna che mentre l'uomo cerca di ragionare lo incalza e gli mette fretta (facendolo sbagliare) "dai su, sempre a fare il coglione, di' questo titolo e andiamo a casa che c'ho sonno".
Personalmente questa è la seconda cerimonia che "mi vedo". Metto le virgolette perché, come nel 2014, mi sono addormentato prima dell'inizio, verso le due, per risvegliarmi verso le cinque. Pensavo che avessero chiuso tutti i giochi e invece dopo due ore e mezza ancora dovevano iniziare a dare i premi pesanti. Se fossi nell'Academy rivedrei un attimino questa cerimonia che tra red carpet e robe varie è veramente troppo lunga con un sacco di pubblicità e qualche stacchetto evitabile (o li fai bene bene, altrimenti non li fare proprio).
Per quanto riguarda i premi si conferma la tendenza degli ultimi anni: dare tutti i premi "tecnici", inclusa la regia, a un film e dare il "miglior film" alla pellicola con la tematica più di peso. Personalmente sono molto contento per Moonlight che ha vinto nelle categorie dove meritava. Un film indipendente che vince l'Oscar è qualcosa di abbastanza rivoluzionario e chi lo equipara a film come 12 anni Schiavo e Il Caso Spotlight forse non l'ha visto bene o forse non l'ha proprio visto. Come ho detto nella recensione, Moonlight affronta temi pesanti e pericolosi, ma lo fa con delicatezza e soprattutto non compie mai l'errore letale di spiaccicarteli in faccia, ma te li racconta attraverso una storia. Questo e Hacksaw Ridge erano decisamente i film per cui facevo il tifo.
Per quanto riguarda La la land, ritorno a dire, grande baraccone, perfetto tecnicamente, ma senz'anima. Una storia romantica, come se ne sono viste tante (troppe), molto prevedibile con due sequenze mozzafiato che valgono tutto il film. Ma non venite a parlarmi di capolavoro, perché un capolavoro dovrebbe avere una sceneggiatura di ferro che quella di Chazelle è ben lungi dall'avere.
Giusto quindi l'Oscar a Damien il giovincello (un vero fenomeno), meno quello a Emma Stone, grande attrice comica che però nell'ultimo periodo se la sta sentendo un po' troppo calla. La preferivo personalmente agli inizi (La Rivolte delle ex, Superbad, La coniglietta di casa) dove aveva il coraggio di interpretare anche ruoli da "brutta". Il problema di quest'anno è che non aveva rivali all'altezza.
Meritatissimi i due oscar a Manchester by the Sea.
Per quanto riguarda le mie previsioni sono abbastanza soddisfatto (se avesse vinto La La Land avrei indovinato tutti i premi più importanti) ho perso qualcosa nelle categorie minori (sonoro, montaggio sonoro, costumi, effetti speciali), ma lì sono andato più a preferenza che a previsione.

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