Trama. Due gesuiti partono per il Giappone alla ricerca del loro maestro disperso da qualche anno e che si dice abbia abiurato la fede cattolica. Il viaggio in Giappone però metterà di fronte ai giovani gesuiti una realtà così violenta e crudele ben al di là della loro immaginazione.
Commenta. Silence è un film complesso che sta facendo nascere e continuerà a far nascere opinioni contrastanti. Anche scriverne di conseguenza diventa impresa non semplice perciò comincerò col dire le cose che non mi sono piaciute. Comincio con l'evidenziare una nota che forse si può definire "di colore", ma che può provocare parecchio fastidio durante la visione. Garfield, Driver e Neeson dovrebbero essere portoghesi e parlare portoghese, come dovrebbero parlare portoghese tutti i giapponesi che incontrano durante il loro viaggio. Sentirli parlare in "americano" rende tutto molto anacronistico (parliamo del XVII secolo ossia un'epoca in cui l'inglese era ancora lungi dal diventare la lingua internazionale che è oggi). Sarebbe stata una scelta più coraggiosa ed economicamente svantaggiosa ma che avrebbe pagato di più in termini artistici scegliere due attori portoghesi e girare il film tutto in portoghese. è vero che molti film hanno utilizzato questa sospensione dell'incredulità riguardo la lingua, ma in questo caso la lingua non è solo un mezzo di comunicazione, ma un elemento fondamentale della storia. Silence parla di evangelizzazione e lo sappiamo che il primo passo dell'evangelizzazione è l'insegnamento della lingua e sentire personaggi giapponesi che dicono "i can speak portuguese" e dirlo in inglese rompe tutto il contesto storico in cui il film è stato inserito.
Proseguo dicendo che in alcune scene la violenza e il dolore sono esibiti in modo troppo sfacciato e palese per penetrare in profondità. I dibattiti intellettuali in cui si fronteggiano cristianesimo e conseguente cultura occidentale con il buddismo e la conseguente cultura orientale non hanno la sufficiente pregnanza cinematografica visto che anche dal punto di vista speculativo sono abbastanza poveri. Non condivido la scelta di un cattivo troppo macchietta per incutere il timore necessario e in generale dei respiri comici che ho trovato fuori luogo.
Però il film nonostante i tanti difetti ti lascia qualcosa dentro. Sarà l'abilità di Scorsese, sarà la scelta di una tematica così sui generis ma che riesce però nonostante il particolarismo temporale e spaziale a rendersi universale, sarà il dilemma morale a cui verrà sottoposto il protagonista nel finale che Scorsese riesce a portare alle estreme conseguenze, sarà un personaggio di Kichijiro un vero e proprio capolavoro di sceneggiatura che rappresenta l'emblema di cosa è il cristianesimo. A fronte di questa complessità va detta una cosa che il modo in cui tratta Scorsese il cattolicesimo e il problema della fede in generale è di una maturità unica e non lo fa tanto nei dialoghi "di scontro culturale", ma dispiegandolo lungo tutto il film per poi culminare in una sequenza finale da manuale.
Conclusione. Film da vedere, su cui discutere. La visione può riservare qualche fatica, ma il film comincia a dare i suoi effetti sul lungo periodo, va quindi mangiato e digerito bene.

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