Pagine

venerdì 6 dicembre 2013

Recensione Don Jon

Trama Don Jon è un trentenne, vive da solo, ha il suo gruppetto di amici, ha ragazze occasionali il sabato sera, ma di una cosa non può fare meno: la masturbazione davanti a un video porno. La sua vita monotona viene interrotta quando conosce Barbara (Johansson), la relazione con la ragazze e il successivo incontro con Esther (Moore) gli faranno riconsiderare la sua vita e il suo rapporto con il porno e quindi con l'intero sesso femminile.

Commento. Don Jon opera prima di Joseph Gordon Levitt, attore che abbiamo ammirato come fido assistente di Di Caprio in Inception e come aiutante di Batman in Dark Knight Rises. L'operazione è ricca di spunti interessanti, ma spesso non sono sfruttati come dovrebbero. La sceneggiatura è molto basic, la struttura è estremamente classica. Il film si ripropone di sfatare e sovvertire i luoghi comuni della commedia romantica, ma alla fine quasi per contrappasso ci piomba dentro con tutte le scarpe. Si pone così nel solco di commedie romantiche recenti come Ted (qui il posto dell'orsacchiotto è preso dal porno) e Il lato positivo (le scene con la famiglia ricordano molto il film di Russell). Sono quei film che vogliono emanciparsi dalla commedia romantica tradizionale, ma alla fine non ci riescono perché giocano comunque allo stesso campo di gioco e volenti o nolenti sono costretti ad accettarne le regole. E' come se si volesse fare un film di fantascienza senza navicelle spaziali o un horror senza situazioni di pericolo. La regia è abbastanza anonima, ma allo stesso tempo si vede lo sforzo di Levitt di mostrarsi anche come autore (qualche carrello, movimenti di macchina a mano). Interessante il tentativo mettere al centro della storia il porno e tutte le conseguenze che ne derivano, ma anche qui il film non va fino in fondo e ci si rende conto che un argomento così fecondo come i siti porno e la dipendenza che ne deriva non è sfruttato al massimo delle potenzialità, però resta almeno il lato positivo di aver sdoganato l'argomento e che altri siano capaci di raccogliere la sfida di uno dei fenomeni più interessanti nati negli ultimi anni. Per quanto riguarda gli attori Levitt offre un'interpretazione coerente e credibile con leggere, ma apprezzabili sfumature. La Johansson dimostra di avere parecchia autoironia, la Moore fa il suo senza strabiliare. Peccato per i personaggi di contorno parecchio stereotipati, gli attori non spiccano né per bravura né per simpatia.

Conclusione e voto Il film, nonostante molte potenzialità non sfruttate e qualche buco di sceneggiatura, resta godibile, ma allo stesso dimenticabile. Però come opera prima resta comunque un prodotto interessante, aspettiamo Levitt a un'altra prova. VOTO 5,5

Nessun commento:

Posta un commento