Trama. Federico Picchioni in poco tempo perde il lavoro e vede morire l'ex moglie. Non potendosi più permettere di pagare l'appartamento ai figli sarà costretto a portarseli a casa. Intanto la fidanzata lo lascia, ma a risolvere i problemi ci penserà la nuova vicina Luisa Tombolini.
Commento. Verdone torna al cinema dopo un paio d'anni dopo il buono "Posti in piedi in paradiso" e ancora una volta non riesce a convincere. Il Verdone degli ultimi tempi sembra che voglia tenere i piedi in più scarpe cercando un equilibrio che non riesce a mantenere. Il film vuole essere tante cose (comico, romantico, con una spruzzata di sociale, con una riflessione sulla differenza generazionale), ma alla fine la consistenza è poca. La sceneggiatura ha dei buchi clamorosi (personaggi che appaiono e scompaiono, situazioni fine a se stesse, vicende che si aprono e non si chiudono) con passaggi di trama inspiegabili (non si capisce perché dopo aver perso il lavoro e lamentarsi della mancanza di soldi Verdone non venda l'atticone all'EUR di 250 metri quadri). Il discorso sulla differenza generazionale è affrontato con banalità e calcando i soliti luoghi comuni (i grandi non capiscono, i piccoli sono un po' scapestrati, ma alla fine buoni e capaci di buoni sentimenti). L'unica cosa che funziona alla fine è il rapporto tra Verdone e la Cortellesi, alcune scene fanno ridere, altre sorridere, però tutto già visto e i temi di "Maledetto il giorno che t'ho incontrato" sono lontani anni luce.
Per quanto riguarda le interpretazioni Verdone è la solita sicurezza con la sua maestria nel comico, grottesco e nel drammatico, la Cortellesi invece offre una delle solite interpretazioni: è brava, carina e fa anche ridere, però non ha mai quel "di più" che le consenta di fare il salto di qualità. Dimostra di essere brava in tutta, ma non eccellere in nulla e alla fine dei tanti film usciti con lei come protagonista negli ultimi anni sembra sempre di vedere il solito personaggio. Le servirebbe forse lavorare in film un po' meno leggeri con un regista che sappia tirarci fuori qualcosa di diverso.
Nota dolente i due giovani: Tea Falco è francamente insopportabile ( e spiegatemi perché una che è nata a Roma da due genitori romani debba parlare siciliano), Richelmy abbastanza inutile. I personaggi erano già stereotipati di loro gli attori non hanno fatto nulla per renderli un po' meno insopportabili. Il cast di contorno è abbastanza anonimo rispetto agli standard dei film di Verdone.
Conclusione. Un'altra prova poco convincente per Verdone che sembra ormai avviluppato nella dinamica dei film "veltroniani" (parliamo di tutto, ma alla fine non parliamo di niente). Si sente una certa stanchezza, "il compitino". Il Verdone di una volta tornerà mai? Non dico un ritorno dei personaggi, ma una critica sociale e una visione della realtà un po' più acuta rispetto a queste ultime. Voto 5

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